uomini che odiano le donne

Pubblicato: 30 aprile 2012 da edgeofgloria in i signori del rondò
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Chiedo scusa a Stieg Larsson per aver spudoratamente copiato il titolo del suo celebre romanzo, senza peraltro averlo mai letto e senza averne neppure l’intenzione. Premetto che non sto per parlare di fratelli che violentano sorelle, le quali uccidono padri e scappano poi sotto falso nome; anzi con questo concludo anche l’operazione spoileraggio. La situazione che mi accingo ad illustrare è sicuramente meno drammatica di quella che potrebbe comparire in un qualsiasi thriller di qualsivoglia levatura artistica, ma non per questo è meno pregna di significato o meno interessante. Si tratta anche qui di uomini che, più o meno consciamente, hanno un rapporto decisamente travagliato con i sentimenti, con le donne e, in qualche caso, con gli altri uomini.

Partiamo dall’inizio, dalla genesi del concetto di rondò. Ecco, in poche parole un rondò è,  nella musica, ciò che la rima è nella poesia, ossia un ripetersi di episodi in circolo, un tema che ritorna, sempre e comunque. Inutile dire che ci si può imbattere in un rondò non solo ascoltando la musica dei secoli passati, ma anche semplicemente nella vita quotidiana, quando si commette il mastodontico errore di desiderare un rapporto sentimentale, non dico perfetto, ma almeno normale. In questo campo emergono dei veri e propri schemi di comportamento, che si ripetono, si ripetono e si ripetono… Certo, ogni storia è diversa, ma quando vi fa capolino il misterioso volto del rondò ecco che il sugo diventa lo stesso per tutti. Insomma, mutatis mutandis, il concetto è quello: molti uomini, di solito proprio quelli di cui per qualche oscura ragione finiamo per fidarci, sono proprio dei Signori. Non fraintendetemi, anche certe donne si comportano da vere Damine dell’Ottocento, non siamo certo immuni dal fascino dello sfruttamento amoroso. Per esempio ci sono fanciulle che si dedicano alla saponificazione dei cuori altrui senza alcuna pietà, prive del benché minimo rimorso, e altre che si divertono malignamente a comandare a bacchetta i loro poveri molli cavalier serventi, ma la pinacoteca dei ritratti maschili in questo campo appare al momento ben più ricca. Sarà il testosterone che li spinge a cercare di impollinare più fiori possibile ai fini della prosperità della specie, ma le perle che ci regalano taluni uomini sono assolutamente inimitabili.

C’è quello sentimentale, che finge di essere ancora innamorato e poi ti molla a pochi giorni da Natale, consegnandoti un regalo-patacca da parte sua e un altro da parte della tua ex-suocera (quanto romanticismo!) e adducendo come motivazione per il tragicomico abbandono la presenza di un cancello invalicabile che lo separa ormai irrimediabilmente da te. Ma non è ASSOLUTAMENTE colpa tua e non ti dimenticherà mai (qui sta piangendo come un bambino), per nulla al mondo. Infatti poi continua a farsi i fatti tuoi nei momenti meno opportuni e con i mezzi meno leciti (misteriosi passaparola che ti fanno venire il dubbio che anche i muri abbiano effettivamente iniziato a parlare). Con questo personaggio l’unica cosa sensata da fare è ridergli in faccia e poi andare per la propria strada. Poi c’è il tipo d’uomo che chiameremo “uomo-cilecca”, perché fa cilecca anche nel mollarti e a quel punto sei costretta a lasciarti da sola nel modo più plateale possibile, così che almeno lo capisca. Se c’è un anello di fidanzamento lo getti dalla finestra e ti sfoghi almeno facendo una scenata davanti a tutto il vicinato. E già che ci sei ti consiglio di fare anche un bel tatuaggio sulla carrozzeria della sua vettura, così la prossima volta che gli capita magari si ricorda di possedere un paio di testicoli (almeno in teoria). Proseguendo troviamo “l’uomo che non deve chiedere mai”: fa tutto da solo, monta la relazione in quattro e quattr’otto, elabora meravigliose dichiarazioni d’amore, stende tutto attorno a te la sua subdola rete e poi, quando tu appena cominci a rilassarti, improvvisamente si rende conto che non sei esattamente quello che pensava, insomma, non sei proprio il genere di persona che lui voleva (certo, infatti ti fa proprio schifo il “sesso dell’addio” alla Grey’s Anatomy!), perché in futuro si immagina in una relazione stabile, con una famiglia, e tu non sei proprio la persona giusta, anzi, ti sei persino rivelata come un triste fuoco di paglia. E qui ti chiedi dov’era lui quando bruciava le tappe peggio della Torcia Umana, francamente non c’è altro da fare che rimanere allibiti… La carrellata di ritratti continua con “il maschio”, quell’uomo che è così uomo da rappresentare di fatto la personificazione del teorema di Marco Ferradini, quest’uomo sarebbe da evitare fin dall’inizio come la peste. “Cerca di essere un tenero amante, ma fuori dal letto nessuna pietà”. A parte che poi non ce la fa neppure ad essere un tenero amante, ma oltretutto qualcuno dovrebbe spiegargli che non tutte le donne ci stanno a far loro da concubine per poi essere messe all’ultimo posto della loro scala di valori, dopo gli amici, lo stadio e chissà che altro. Anzi, magari invertiamo l’ordine dei fattori e vediamo come cambia il prodotto se l’uomo “cerca di essere un dolce compagno e poi dentro il letto nessuna pietà”. Libera interpretazione dei più comuni desideri femminili, o almeno credo. Concludiamo questo escursus nell’universo degli uomini che odiano le donne con l’ultimo tipo umano, per ora. Mi riferisco allo “yo-yo”. Per certi versi è simile all’uomo “che non deve chiedere mai”, perché anche lui tende ad accelerare il passo e a farti credere che da te voglia l’affetto, l’amore e la devozione fin da subito e senza giochetti, solo che poi questo personaggio ad un certo punto si tira indietro, rinfacciandoti di essere stata troppo tenera (solo perché non gli hai calpestato ridendo gli attributi con i tacchi a spillo) e dichiarando che non è sua intenzione viziarti con coccole o cortesie. A differenza dell’altro soggetto, però, il quale in questo stadio della relazione si defilerebbe definitivamente senza lasciare traccia (più o meno) l’uomo “yo-yo” non sparisce, bensì va e viene, come uno yo-yo, appunto, lasciandoti più che mai perplessa circa le sue reali intenzioni. L’unica possibilità con quest’ultimo esemplare di uomo è godersi il momento comportandosi esattamente come lui e cioè seguendo il principio del “ci sono quando mi fa comodo” e sostanzialmente assecondando solo i propri istinti e i propri desideri.

Secondo me certi uomini “odiano le donne” o quantomeno non le trattano come meriterebbero fondamentalmente perché non sanno che cosa vogliono o in alternativa perché quello che vogliono è un’Isola-che-non-c’è in cui poter essere degli eterni Peter Pan. Considerando che anche molte donne purtroppo sono affette da questa sindrome dell’eterna infanzia, per quanto i bambini possano piacermi ed ispirarmi tenerezza, faccio un appello a favore di tutte le vittime dei Rondò Veneziani, di ieri, di oggi e di domani: ragazzi e ragazze, per favore, crescete!! Detto questo, che parta un rondò a consolare i nostri animi afflitti e, come in tutte le cose, facciamoci una risata anche sulle nostre (e altrui) disavventure amorose.

§gloria§

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commenti
  1. matteovintage ha detto:

    beh che dire, semplicemente

    chapeau

    Un ringraziamento speciale a tutti coloro che- da Dame o da Cavalieri di questo Rondò- ci hanno fornito ispirazione per questa prestigiosissima pinacoteca!

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