Il bello del partecipare alle elezioni come scrutatore è l’interessante possibilità di osservare un fenomeno- forse l’unico- al quale partecipano veramente tutti. Non ci sono distinzioni di reddito, di classe sociale, di opinione, di razza, di preferenze di alcun tipo: tutti i cittadini maggiorenni, o perlomeno una percentuale auspicabilmente alta di essi, tessera elettorale alla mano, si presentano al seggio per esprimere la loro preferenza. Il brutto del partecipare alle elezioni come scrutatore è, parimenti, essere costretti a subire la vista di tutte le categorie che compongono la nostra società, anche quelle che, dopo anni di selezionate amicizie ed ambienti frequentati, dopo mesi e mesi di lotta al mentecatto, dopo giornate intere spese alla ricerca del buongusto e della classe, avevi a tal punto rimosso dalla tua esistenza da dimenticartene completamente. Ancora peggiore è il caso in cui determinati esemplari di tale zoo delle meraviglie facciano parte del seggio stesso come scrutatori e presidente: in questo caso infatti, il tempo di sopportazione richiesto si dilata ben oltre a quello necessario- pur a volte con qualche difficoltà- all’apporre la propria preferenza sulla scheda. Difficoltà a volte giustificata dalle dimensioni della stessa, concorrenziali quasi a quelle della Sindone, tanto da rendere inevitabile il domandarsi il motivo di tale gigantesco spreco.

Ma torniamo a noi.  Ho sempre pensato che i componenti di un seggio dovessero essere, per ovvi motivi logici, studenti o disoccupati o comunque persone che non percepiscano un salario. Trovarmi quindi di fronte ad un presidente di seggio che sceglie come segretario del seggio stesso niente meno che sua moglie, regolarmente occupata e stipendiata, mi fa pensare, almeno en passant, ad un qualche conflitto di interesse. Se poi la tenera coppietta, con tanto di due pupattoli al seguito, sceglie ostinatamente di partecipare all’interessantissima ed intensissima attività elettorale sbolognando i figlioli a nonni ed amici e passando tutte le lunghe e noiose ore a lamentarsi del week end perso, la situazione comincia a rendersi davvero imbarazzante! Aggiungiamo a tutto ciò il fatto che la consorte in questione, oltre ad essere stata magistralmente piazzata lì dal maritino, ha concesso a noi mortali scrutatori la grazia e l’onore di vederla lavorare al seggio per appena qualche ora durante l’intera elezione. Noi, al contrario, tabelle orarie alla mano (procurateci dallo stesso presidente, totalmente ignaro del fatto che in questo modo, stava mettendo nero su bianco l’assenteismo della moglie) avevamo turni da 8-9 ore al giorno. Per completare l’opera, non ci facciamo neppure mancare la lamentela sul basso salario, e consideriamo che per i lavoratori è previsto addirittura un riposo compensativo dall’ufficio per il giorno successivo! A completamento dell’ameno quadretto, riporto che tali soggetti sono abituali frequentatori della parrocchia, tanto esperti nella poco nobile arte della vuota predicazione sul fare del bene agli altri quanto totalmente incoerenti ed incapaci di rinunciare ad un’occupazione per loro superflua a favore delle tante persone che ne avrebbero realmente un maggiore bisogno.

Questi e tanti altri mentecattismi elettorali- come il caso di una maestra di scuola elementare che senza farsi il minimo scrupolo ha saltato la didattica per due giorni per fare la scrutatrice- fanno amaramente riflettere sulle capacità mentale del nostro bacino elettorale: quando andate a votare, cari italiani, oltre a tessera elettorale e documento di identità, ricordatevi di portare con voi la dignità ed il rispetto per la democrazia stessa e per tutti i vostri concittadini. E se avete la (s)fortuna di presenziare al seggio come addetti ai lavori…godetevi anche lo spettacolo!

/matteo

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commenti
  1. fausto ha detto:

    Conosco il problema, mia sorella è stata tagliata fuori dalle liste degli scrutatori con la legge porcellum! In Italia non stiamo perdendo per strada la democrazia: stiamo perdendo il buon gusto….

    • vintage/me ha detto:

      Già, purtroppo anche la questione della nomina degli scrutatori, oltre a tutto il resto, è estremamente nebulosa. Per quanto riguarda la situazione italiana, forse davvero quello che manca di più è una buona dose di buon gusto, di dignità e di classe. Per valorizzare quello che di buono comunque c’è!

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