Cassano nudo e Cecchi Paone, mondi paralleli

Lettere dei lettori. Come tutte le brave redattrici, anch’io ho cominciato a ricevere segnalazioni e missive dai nostri più affezionati sostenitori e ora mi accingo ad attingere da una di queste, che mi è sembrata particolarmente attuale, per parlare di qualcosa che appassiona ed infervora molto l’italiano “medio”: il calcio.

http://www.youtube.com/watch?v=tFqm7rgxDNg

Da una notizia dell’ANSA del 12 giugno apprendiamo che Cecchi Paone, dopo aver servito magistralmente la palla a Cassano sul tema “calciatori gay”, vorrebbe invitare l’azzurro a cena per spiegargli che si è proprio fatto un sonoro autogol (QUI le dichiarazioni ufficiali). Indubbiamente il giornalista e scrittore dal cognome galeotto non ha perso l’occasione per pavoneggiarsi per la relazione avuta con l’anonimo giocatore della Nazionale, approfittandone anche – già che c’era – per pubblicizzare un minimo il suo nuovo libro: “Il campione innamorato. Giochi proibiti dello sport”. A questo punto il lettore di cui sopra, che si fa chiamare poldOferrO, si chiede, argutamente: “(Cecchi Paone) ti devi “ricostrurire” televisivamente? Devi promuovere il tuo libro? […] mi sembri una persona troppo inelligente per ricorrere a ciò. La tua intimità è tua, perché renderla pubblica?”

Certamente avrà avuto i suoi motivi, come anche li avrà avuti Cassano per fare le dichiarazioni che ha fatto. Un giornalista inizia dicendo: “Secondo Cecchi Paone ci sono due gay non dichiarati in squadra e due metrosexual…” e Don Anto’, senza aspettare il punto interrogativo imminente: “Sì, ma in parole povere… Il metrosè, che è? …Se penso quello che dico, chissà cosa viene fuori… So’ froci? Problemi loro, me la sbrigo così, senòòò… m’attacco da tutte le parti! So’ froci? Se la vedessero loro… Mi auguro che non ci sono veramente in Nazionale, però, se l’ha detto Cecchi Paone che c’è stato…”. Una collana di perle di rara purezza linguistica (QUI il video). D’altra parte forse non potevamo aspettarci più di tanto da uno come Cassano, che ha dichiarato a Che Tempo Che Fa: “A oggi mi sono fatto 17 anni da disgraziato e 9 da miliardario, me ne mancano ancora 8 prima di pareggiare”. Povera stella, un coatto fa quel che può. Ed è stato anche fortunato a sfondare come calciatore (questo compenserà la faccia da cinquantenne nel fornirgli un po’ di fascino?), dato che tanti i 9 anni da miliardario se li fanno solo nei sogni. Ma cosa avrebbe potuto fare Cassano se non avesse fatto il calciatore? Meglio non chiederselo data la chiaramente scarsa ossigenazione di buona parte dei suoi neuroni. Si salvano forse quelli diretti ai muscoli delle gambe.

A questo punto viene spontaneo riflettere sull’opportunità delle rivelazioni di Cecchi Paone. Ci sono gay non dichiarati in Nazionale, d’accordo. Ma a chi spetta il compito di rendere pubblica la notizia? Ai diretti interessati o ad un ex verosimilmente opportunista o comunque dalle finalità ignote? In un mondo ideale non ci sarebbe bisogno di dire nulla, l’orientamento sessuale di un calciatore o di qualunque altro personaggio famoso non interesserebbe a nessuno e le etichette come “gay”, “metrosexual” (che è poi solo una specie di stile e perciò perfettamente evidente), “bisessuale” e quant’altro sarebbero prive di significato. Nel mondo reale in cui viviamo, però, la sola idea che un’icona di machismo e testosterone quale è considerato un calciatore possa essere omosessuale fa rabbrividire e viene energicamente negata. Non è possibile che una simile massa di muscoli sia attratta da un’altra simile massa di muscoli. Eppure non sarebbe male se il velo di Maya venisse finalmente sollevato e si vedessero i calciatori, i gay, gli etero e i metrosexual come Giovinco, Abate e Montolivo semplicemente per quello che sono: esseri umani dotati ciascuno delle proprie caratteristiche individuali e nulla più. Personalmente credo che l’outing forzato, ben diverso dal volontario coming out di un omosessuale, sia in ogni caso da condannare e in questo senso appoggio la provocazione di poldOferrO, il quale vorrebbe sapere: “Perché CECCHI PAONE non ti fai i ca**i tuoi?”. D’altronde l’uscita allo scoperto dei gay calciatori porterebbe senza dubbio una ventata di libertà per gli omosessuali anche in tutti gli altri ambienti estranei alle logiche e ai dogmi del gioco nazionale, proprio perché andrebbe ad infrangere quelle logiche e quei dogmi.

Diceva John Lennon: “You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one”. Utopia l’idea di non aver più bisogno di tante definizioni? Se è così lo confesso: “I have a dream”.

§gloria§

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