condizionatori: istruzioni per l’uso

Pubblicato: 26 giugno 2012 da vintage/me in attualità e società
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bionda in cerca di refrigerio!

Sarà capitato anche a voi- non ve lo auguro, ma mi sembra molto probabile- di trovarvi nella sventurata situazione di dover intraprendere un viaggio in treno in piena estate. Insopportabile canicola, caldo soffocante, bagno di sudore causato da qualsiasi movimento, figuriamoci se tocca portarsi appresso una pesantissima valigia ed una borsa a tracolla durante tutto il tragitto casa-stazione, ovviamente di corsa a causa di imprevisti e proverbiali ritardi. Messo finalmente piede a bordo del treno prima che le porte si chiudessero per sempre, ti si scalda ulteriormente il cuore per avercela fatta. E ti si gelano le chiappe. Ebbene sì, come volendo sfidare le leggi della natura e della stagionalità, nelle carrozze la temperatura è polare. Lo choc termico che si avverte salendo è poi un autentica ventata di aria fresca, un vero toccasana per le schiene sudate e le ascelle pezzate. Ti siedi e osservi il comportamento degli altri fortunati viaggiatori: alcuni, per lo più donne, si sono premunite di coprispalle e scialle, altri hanno la sciarpina da viaggio. Sventura per tutti quelli che hanno scelto la scarpa aperta e per le bionde scociate e sbracciate. Massima sventura per coloro che hanno davanti ore di viaggio, con tanto di cambi treni (come il sottoscritto, naturalmente).
Ora, che d’estate possa fare veramente caldo e che una carrozza sotto il sole cocente del primo pomeriggio possa diventare un forno ambulante è una verità sperimentale che mi sembra superfluo discutere. Parimenti, che i locali climatizzati- mi riferisco anche ad uffici, banche, negozi, aule studio, biblioteche, autobus- debbano puntare il termostato sui 20°, mi sembra una totale follia, soprattutto quando fuori ce ne sono 35 e lo sbalzo termico notevole. Il benessere non è avere la stessa temperatura tutto l’anno: esistono i maglioni di lana per l’inverno e le polo per l’estate, anche il mondo della moda e delle passerelle- strano ma vero!- per una volta fornisce un po’ di buon senso al nostro comportamento. Dieci gradi di differenza rispetto ad un ambiente esterno torrido mi sembrano già più che sufficienti per garantire un livello di comfort notevole. Che ci si debba portare appresso un maglioncino per entrare in un centro commerciale o per salire su un autobus in piena estate mi sembra un dato di fatto squisitamente nonsense, senza tirare in ballo questioni ambientalistiche o di risparmio globale- che comunque ci stanno- ma basandosi puramente sulla moderazione e sul criterio. Lancio pertanto un appello a tutti quelli che- beati loro!- hanno in pugno lo scettro del potere, il telecomando del termostato: dite addio ai vostri amici pinguini e datevi una regolata!
ps: sì, dico a voi, voi ciccioni e ciccione che patite il caldo in modo inverosimile, che non appena si sciolgono le nevi cominciate a sudare in mezzo ai rotolini di lardo: la soluzione non è vestire i panni (peraltro striminziti) della strega di narnia e congelare la città, muovete le chiappone, andate a correre e preparatevi per la prova costume!
/m

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commenti
  1. Paolo ha detto:

    Quello che dici vale molto per i Frecciarossa, gli Italo sono a temperatura più accettabile.

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