Da un po’ di tempo sembrava che l’ispirazione, la vena poetico-satirica che mi scorreva così impetuosa sottopelle e colorava di aspro le mie giornate fosse perigliosamente vicina all’inaridimento. Cominciavo a preoccuparmi e già mi vedevo avvolta in una grigia coltre di mediocrità, intenta ad osservare il mondo da fuori, senza alcuna partecipazione emotiva allo scorrere inesorabile degli eventi. E invece no, mi angustiavo per nulla, probabilmente era solo il caldo. Gioite, fratelli, non si è spento in me il fuoco della Musa e sono tornata per farvi dono delle meraviglie, delle incredibili cassandriche visioni che hanno visitato i miei sogni e le mie veglie (soprattutto veglie!) in questo periodo di meditativo silenzio.

Tutto ciò che sto per dirvi, purtroppo, rappresenta una piccola ma significativa testimonianza dello stato di degrado in cui versa la nostra povera e tapina umanità, perciò cercate solo di non soccombere a metà strada. Cominciamo dunque a camminare in questa tetra galleria degli orrori, anche se difficile è la scelta del primo quadro da osservare.

La Balena all’altare a Botero fa un baffo

– In alto a destra, subito all’ingresso della pinacoteca degli orrori troviamo una tela decisamente voluminosa, che ci introduce senza fare complimenti nel pieno del clima atteso e temuto. Superando in un solo istante tutti i possibili sogni boteriani, ci troviamo immersi in una donna di inaudita grassezza, che, rispondendo al nome di Susanne Eman, ci guarda ammiccante dall’alto del suo desiderio di diventare la sposa più grassa del mondo. Obiettivo: doppiare il prima possibile le sue 330 libbre per approdare felicemente alle 725 e al suo agognato abito di chiffon. Titolo: Balena all’altare.

il matrimonio delle folies bergères

– Appartiene alla sezione “Il mio giorno migliore” anche la seconda opera (tempera su tavola, di un anonimo, vergognato artista ferrarese) che ritrae una fiera e convinta Cecilia Rodriguez – un nome un programma – mentre sfila in abito bianco con piume e brillanti. Titolo: Il matrimonio delle Folies-Bergère.

Pizza a farfalla opera di Papà De Martino

Dellafranceschiano ritratto di De Martino

– Rimaniamo ancora in argomento romantico per il dittico a quattro mani creato dalla coppia di scultori (ciascuno nel suo ambito) Papà De Martino e Chirurgo Plastico. L’uno forgia la pizza a forma di farfalla ispirata alla musa Belen, l’altro, armato di scalpello sterilizzato, dà forma ad un nuovo naso per lo statuario Stefanino. Sono evidenti le influenze di Piero Della Francesca e di Jan van Eyck operanti su entrambi gli artisti. Titolo: Coniugi De Martino.

demoniache tentazioni estive per Chiara Ferragni: l’animalier e la sua vittima

– Passiamo ora ad atmosfere più impegnative e coinvolgenti, voltando lo sguardo sulla parete sinistra del lungo corridioio delle mostruosità. Ha il sapore della tentazione demoniaca il nuovo costume di Chiara Ferragni, dal gusto squisitamente animalier, quasi quanto il famoso olio su tela di Salvador Dalì raffigurante La tentazione di Sant’Antonio. Sicuramente da lì sarà giunta l’ispirazione per Tentazioni di una fashion victim.

– Sempre più macabri, procediamo con il ritratto di una 23enne anonima del napoletano, da poco morta mentre prendeva il sole. Il parallelismo vola subito al quadro del preraffaellita John Everett Millais Ofelia, la quale però, come è noto, morì nell’acqua e volontariamente. Titolo: Ustionata.

erotico cannibalismo

– Concludiamo il nostro viaggio sulla natura umana moderna nell’arte con il ritratto di una prostituta di Gwen, Zimbabwe, che ci ricorda tanto La Maya Desnuda di Goya quanto La zattera della Medusa di Théodore Géricault, per la commistione di sensualità e cannibalismo. Si tratta infatti della triste storia di Wadzamai Marimo, che, vedendosi rifiutare il pagamento per la concessione delle sue grazie, decide impulsivamente di staccare a morsi il pene del suo imprudente cliente, per poi lasciarlo agonizzante a riflettere sui suoi peccati. Titolo: La novella Bobbit.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ruolo dell’arte è sempre stato, secondo me, colpire e scuotere l’animo in profondità, nel bene e nel male. Meditate, cari, meditate!

§g§

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...