la provocazione è donna

Pubblicato: 10 agosto 2012 da edgeofgloria in attualità e società
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Volevo essere razionale, giuro che volevo DAVVERO essere razionale, all’inizio. Anche per questo ho riflettuto, ho aspettato e riflettuto di nuovo. Ho cercato di vedere tutte le sfumature, tutti i possibili punti di vista, le implicazioni logiche e i voli pindarici della questione, mi sono veramente impegnata a fondo e in questo genere di cose sono brava. Il relativismo mi piace, mi stimola. Ad un certo punto però mi sono guardata allo specchio e mi sono detta: “Tesoro, mio wildeiano idillio che dura tutta la vita, guarda in faccia la realtà. Tu sei senza ombra di dubbio una donna sull’orlo di una crisi di nervi, ma certa gente è davvero davvero davvero fuori di testa, si è davvero fumata il cervello mentre viaggiava sui nebbiosi binari della pura astrazione mentale!”. Sì, più o meno le parole sono state queste.

Dovete sapere che nel nobile e serissimo lavoro del blogger capita di tanto in tanto di imbattersi in qualche articolo e di leggerlo con attenzione, lui e i commenti. Ci si tiene informati e si creano contatti, insomma. A volte si può anche trarre ispirazione. Ormai sono passati parecchi giorni, anzi diciamo pure diverse settimane, da quando mi è comparso sul monitor il post incriminato: “Omofobia”. Sono stata a lungo indecisa sul da farsi, se scriverne o meno, dopo aver assistito e partecipato alla babelica discussione scatenata da un argomento tanto delicato. L’autore era scettico e si poneva alcune domande intelligenti sulla questione omosessuale. È vero che al giorno d’oggi va quasi di moda difendere questa causa, indipendentemente dalle ragioni per cui lo si fa. I gay sono diventati il sesso debole e senza diritti, il simbolo di una lotta per la giustizia sociale che non sempre viene condotta con la giusta coerenza. Hai bisogno di voti? Difendi i gay. Hai bisogno di audience? Difendi i gay. Vuoi fare il trasgressivo e sfidare l’ordine costituito? Difendi i gay. Vuoi seguire la corrente del momento? Difendi i gay. In altre parole sembrerebbe che la difesa dei diritti dei gay sia diventata uno slogan adatto a qualsiasi bandiera e in questo senso forse rischia di perdere un po’ di significato. Sempre l’autore del suddetto articolo si chiedeva, a questo punto, perché non fosse altrettanto lecito difendere altre minoranze, facendo anche più scalpore che con le unioni civili e le adozioni a coppie dello stesso sesso. Perché non i pedofili? Perché non permettere anche a loro di agire liberamente come si vorrebbe per gli omosessuali. Dopotutto, diceva, sia la pedofilia sia l’omosessualità esprimono gusti sessuali “particolari”, quindi perché non equipararle? Nell’antica Grecia in fondo erano tutti omosessuali e tutti pedofili e la cosa era perfettamente accettata e considerata normale. Chi adesso, nel ventunesimo secolo, si permette di decidere che le cose stanno diversamente? Chi osa distinguere tra un abuso, una violenza e il rapporto consapevole e libero tra due persone dello stesso sesso? L’OMS? Ma se fino a qualche decennio fa nei manuali di psichiatria approvati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità omosessuali e pederasti erano considerati entrambi dei deviati, malati posti sullo stesso piano! Con che diritto adesso si è cambiata idea e i gay vanno appoggiati e sostenuti, mentre i pedofili dovrebbero essere curati o rinchiusi? Lo scrittore preso dal suo impeto provocatorio non ci sta. Ieri la si pensava diversamente, domani si potrebbe di nuovo mutare opinione. Il relativismo domina la storia, il mondo, il tempo e le società e su questa base non esiste una autorità accettabile nel qui e ora. Nessuno ha il diritto di decidere per nessuno: troppo facile sparare sui più deboli, dice il suddetto blogger, non andrebbe fatto mai.

Vi lascio immaginare il delirio. Anche perché, dopo aver deciso che giudicare gli altri era intrinsecamente sbagliato, l’autore ha cominciato a sostenere una sua personale teoria basata sul pregiudizio, secondo la quale nessuno dei lettori era stato in grado di capire i suoi ragionamenti filosofici così dotati di sottigliezza e acume, perché in ognuno di noi si nascondeva un piccolo (o grande) nazista, che proprio lui aveva l’amaro compito di smascherare. La sottoscritta è stata definita un paladino dei gay e un picchiatore fascista, nonostante sia sempre stata, almeno biologicamente parlando, una donna a tutti gli effetti e anche piuttosto minuta e pacifista. Ovviamente dopo tutto ciò ho abbandonato la conversazione, non avendo alcuna possibilità di essere ascoltata.

Da quando ho circa 6 anni difendo con cognizione di causa il diritto dei meridionali e degli immigrati di vivere e lavorare dovunque vogliano sul suolo italiano (chi non mi crede rintracci l’ex pizzaiolo del mio paese). I gay li ho sempre difesi perché li ho sempre conosciuti come persone perfettamente normali e rispettabili. C’erano i miei compagni di scuola, chi si faceva chiamare con un nome da femmina pur essendo un maschio e per questo veniva deriso ed evitato. Adesso ci sono gli amici, le amiche, i conoscenti. Ci sono gli etero, i gay, le lesbiche, i bisessuali, i trans che riempiono la mia vita e le mie giornate. Ciascuno a suo modo. E ci sono io in mezzo a loro, felice di esserci e con qualcosa in comune con tutti. Con qualcuno qualcosa in più, ma con i pedofili e i nazisti niente.

Chissà come mai.

P.S. Per chi volesse avventurarsi nel dedalo concepito dalla mente dell’autore suddetto, mi dispiace, ma l’articolo è stato cancellato (il blog è QUESTO). La provocazione è donna, ho sempre pensato, anche perché se a provocare ci si mette un uomo così prima o poi perde il filo per forza. Speriamo che trovi anche lui la sua Arianna!

§g§

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commenti
  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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