Cari lettori, se siete o siete stati anche voi studenti fuori sede e non avete avuto la (s)fortuna di vivere in collegio, sicuramente avete, come me, provato l’angosciosa incognita di dover ricercare forsennatamente un nuovo appartamento e dei nuovi coinquilini con cui abitarlo. Ardua ricerca, non tanto per il contenuto vero e proprio dell’impresa, quanto per le varie specie di casi umani in cui ci si imbatte dandosi da fare in operazioni di questo tipo. Dai sociopatici veri e propri ai decerebrati semplici, cercherò ora di enucleare una carrellata di esemplari che, stenterete a crederlo, provengono tutti da storie assolutamente vere.

  • quelli fissati con la cosiddetta settimana corta; non riesco veramente a capire per quale motivo un locatore dovrebbe preferire un affittuario che non c’è nel week end ad uno che occupa la casa in pianta stabile. Pensa forse di potersi introdurre furtivamente ed illegalmente in casa per dare festini degeneranti a base di alcol e sesso il sabato sera? pensa di poter subaffittare la stanza a qualche categoria incognita di persone alle quali servirebbe soltanto dal venerdì alla domenica? punta sul fatto che in questo modo le cerniere dei mobili e delle porte si usurino di meno? Mistero della fede. E alla domanda: “ma se volevate un inquilino che fa la settimana breve, perché non l’avete scritto nell’annuncio?” la risposta ” perché così ci chiamerebbe meno gente!” suona squisitamente nonsense.
  • quelli che dividono tutto; eccoci in un amabile appartamento occupato da tre fanciulle in cerca della quarta sorella in spirito con cui condividere tutto. O meglio solo l’appartamento. O meglio, praticamente nulla. Il bagno è privo di tutto, non ci sono mobiletti, asciugamani, spazzolini. Interrogata a proposito, la paranoica inquilina dichiara che per motivi di igiene in bagno non si tiene nulla, ogni ragazza si porta di volta in volta tutto appresso, compresa la carta igienica, rigorosamente individuale e personale. Ora, l’unico posto al mondo dove si entra nel cesso tenendo in mano il rotolo è il campeggio, per il semplice fatto che spesso ne è sprovvisto. In ogni caso, faccio davvero fatica ad immaginare queste ragazze che al mattino fanno la coda per la doccia con tanto di mobiletto montato su rotelle trascinato al loro seguito a mo’ di trolley. Le comodità di prendere casa, eh!
  • quelli anacronistici; pensi che l’uomo ultracinquantenne che ha suonato il tuo campanello sia venuto per prendere in affitto la stanza per il figlio studente, ma ti sbagli di grosso. Si tratta di un lavoratore desideroso di vita in comune e stufo del pendolarismo. Con malcelato imbarazzo, complici gli altri coinquilini che ridono sguaiatamente in faccia al malcapitato, rispondi alle sue domande prive di buon senso: “Ma quindi sarei il coinquilino più vecchio?” “No, affatto, nella doppia ci sono Rita Levi Montalcini e Margherita Hack. E fanno pure la settimana corta”. “Ma avete dei momenti di aggregazione prestabiliti?” “Naturalmente! Tutti i giovedì rosario davanti al camino e tutte le domeniche dopo pranzo ci diamo al ricamo collettivo”.
  • quelli dei no. No alle matricole, come se quelli che al primo anno di università hanno devastato la casa a partire dal secondo diventassero automaticamente agonisti del mocho vileda ed appassionati di lavaggio piatti. No ai ragazzi maschi, perché sicuramente non si lavano, non cucinano, non hanno rispetto dei mobili e tenteranno di insidiare la vostra verginità in ogni modo. Molto meglio un covo di vipere tutto rosa, e viva il luogo comune. No ai fumatori: d’accordo, neppure a me piace l’odore di fumo, però non è detto che l’inquilino in questione fumi in cucina e depositi la cenere sul divano! Magari poi vi beccate qualcuno che ha la fiatella ai sapori d’oriente o una campionessa interregionale di puzzette silenziose, oppure una balena spiaggiata che gira per casa seminuda e si chiede il perché del suo colesterolo alto mentre prepara il fritto misto mangiando pane e margarina. E dove pensate che sarà il vostro dio, in quel momento? 

Ce ne sarebbero tante altre di storie come queste, le dolcezze della vita comunitaria non sono certo così poche, quindi aspettatevi, presto o tardi, un seguito. Per la stesura di questo articolo si ringraziano una bionda ed una ancor più bionda- lascio a loro la rispettiva identificazione- i vostri spunti e vividi racconti sono stati davvero fonte di grande ispirazione!

/m

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commenti
  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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