il treno dei desideri

Pubblicato: 31 ottobre 2012 da vintage/me in attualità e società, bionde avventure, viaggi
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Dopo essere stato bloccato a Torino, un paio di settimane fa, per un’intera giornata in più oltre ai miei programmi, pensavo di aver soddisfatto la mia quota di disavventure targate Trenitalia, almeno per la stagione autunnale. Inutile dire che le mie biondissime convinzioni al riguardo erano assolutamente fallaci. Ultima- ma non ultima- l’esperienza di domenica scorsa. Dopo vari tentennamenti e problemi tecnici ed organizzativi finalmente risolti, avevamo deciso di concederci una giornata di svago dal duro lavoro di blogger che ci tiene incollati allo schermo per almeno sei sere (notti?) alla settimana. Belli come il sole, ben pettinati e vestiti a festa nonostante l’arrivo del grande freddo, ci dirigiamo a passo spedito verso la stazione, ingenuamente convinti di poter partire alla volta di un luculliano pranzo in agriturismo in ottima compagnia. Ci mettiamo in coda alla biglietteria automatica- le cosiddette macchinette- per evitare la coda, facciamo il biglietto, per due. Dopo qualche tentennamento decidiamo preventivamente di acquistare anche i biglietti di ritorno- che genialata, eh!- in modo da non doverci precipitare in stazione più tardi. Il tempo di eseguire la transazione ed ecco l’altoparlante annunciare che il treno in questione era stato soppresso. Attimo di smarrimento ma, poco male, prenderemo il successivo. Una rapida occhiata al tabellone, ahinoi, ci fa chiaramente capire che tutti i suburbani per Milano sono stati irrimediabilmente cancellati. Altro attimo di smarrimento: che fare? In primis, disilludersi sulla possibilità di raggiungere l’agognato agriturismo. Messo a fuoco il danno ed avvisati gli organizzatori dell’inaspettato pacco dell’ultima ora, ci mettiamo in coda per il rimborso. Una gentile quanto insoddisfacente bigliettaia ci comunica candidamente che i treni sono stati soppressi causa sciopero di Trenord, visibilmente annunciato sul sito di Trenord (ma ovviamente non su quello di Trenitalia, che avevamo consultato prima di partire da casa) e che essendo i biglietti stati emessi da questa società, non sono né rimborsabili né modificabili in questa stazione. Ergo: per avere il rimborso o la sostituzione occorre andare direttamente in sede Trenord, a Milano, spendendo quindi in soldoni l’equivalente del biglietto per ottenerne il rimborso, squisitamente nonsense. Oltre al danno, pure la beffa.


Dopo notevoli ed elevate riflessioni personali e comunitarie, avremmo alcuni suggerimenti e interrogativi da indirizzare alla gentilissima attenzione della gestione degli efficientissimi trasporti italiani:

  • lo sciopero è un diritto, e va benissimo. Ma se, per un motivo o per l’altro, i disservizi di questo tipo si presentano con cadenza settimanale o quasi, dove va a finire la tutela di quei poveri sfigatelli che, non avendo un mezzo proprio, sono costretti a muoversi con i treni?
  • dal momento che l’utente medio è interessato ad arrivare molto più di quanto non sia interessato o consapevole della società con cui sta viaggiando, non potreste essere così gentili da annunciare gli scioperi di Trenord anche sul sito di Trenitalia, in modo che tutti i comuni mortali lo possano vedere?
  • immagino che dietro questa complessa gestione delle tratte Lombarde ci siano team di tecnici professionisti, innumerevoli leggi da rispettare, questioni prettamente gestionali e legali che non conosco. Ritengo tuttavia che se una biglietteria è autorizzata a vendere dei biglietti, potrebbe anche essere autorizzata a rimborsarli e modificarli in loco, senza dover chiedere udienza a sua eccellenza Trenord nella luminosa sede a soli 30km di distanza;
  • qual’è la difficoltà di segnalare chiaramente lo sciopero apponendo un volantino, magari formato A4, direttamente sulla macchinetta, in modo che tutti coloro che evitano di intasare la biglietteria vera e propria ne siano al corrente? Come direbbe il nostro amato Muciaccia, bastano un foglio, un pennarello e tanta colla vinilica!

Trenitalia, Trenord o chiunque tu sia, stavolta non ti scuso per il disagio! Il treno dei desideri è il treno che c’è.

/m

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commenti
  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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