elsa fornero, ministro in lacrime

Attaccata ormai su tutti i fronti, alla cara Elsa non resta che piangere. Meglio se di fronte a riflettori e telecamere. Nell’immaginario di tutti gli italiani, ormai, la figura del ministro Fornero è inevitabilmente legata alla lacrima facile, al sentimentalismo mediatico abbinati al rigore della riforma omonima. Ne ho sentite tante, naturalmente troppe, di chiacchiere da bar sul nostro ministro e – come sempre – vorrei evitare di scivolare nella tentazione della banalità e del qualunquismo. Non sono un economista né un esperto di finanza, sono materie di studio di cui non mi sono mai occupato, che non conosco e per le quali – detto fra noi – ritengo di non essere neppure eccessivamente portato. Non mi permetto, dunque, di esprimere giudizi facili ed opinioni scontate su chi si accinge, con le competenze indiscutibili di un tecnico, in un momento storicamente tanto penoso e difficile, ad occuparsi delle sorti economiche del nostro bel paese. Mi dissocio, e lo rivendico con orgoglio, da tutti quelli che si sentono degli eroi nel criticare la Fornero per i suoi orecchini d’oro, per i suoi bracciali di alta oreficeria, per le costosissime collane: ne ho viste a paccate (come direbbe lei) su Facebook. Mi sembra particolarmente insensato imputare come una colpa le ricchezze che qualcuno guadagna grazie a meriti e talenti individuali e sociali e non credo che un emerito professore universitario debba levarsi gli orecchini solo perché l’Italia è in crisi o perché sta parlando di tagli e di riforme pesanti per gli italiani. Detto ciò, la amatissima Elsa pecca, a mio parere, di alcune lacune mediatiche. Recentemente, durante una conferenza, ha richiesto ai giornalisti presenti in sala di uscire; al loro ovvio rifiuto, ha dichiarato che alcune sue parole vengono spesso estrapolate: quelle inopportune, quelle sbagliate, quelle che, avulse dal contesto, finiscono per dare scandalo ed occupare le testate mediatiche, facendo discutere per settimane e gettando chi le ha dette al centro di un polverone di polemiche, critiche e commenti. Ha stabilito infine che in presenza di giornalisti parlerà sempre molto lentamente, soppesando ogni singola parola.

Ecco, mi viene quasi da ridere. Vi prego, qualcuno spieghi al nostro caro tecnico divenuto ministro che in Italia, ma anche – pensate voi! – in tutti gli altri paesi più o meno democratici, sono addetti al governo dei personaggi chiamati “politici”. Caratteristica di tali buffi individui è quella di essere praticamente costantemente ripresi e i loro discorsi così come i loro comportamenti vengono letteralmente sezionati e analizzati nella spasmodica ricerca di un appiglio da sbattere in prima pagina. Essendo stata nominata ordinario di macroeconomia all’Università di Torino, il nostro docente dovrebbe ben sapere che ci sono circostanze in cui sbagliare anche solo una parola, una frase, un concetto, può significare essere bocciati ad un esame, o giocarsi il voto al quale si mirava. Allo stesso modo, nella vita di tutti i giorni, non è sufficiente pagare l’affitto quasi sempre con puntualità per esimerci da un rimprovero se per una volta ce ne dimentichiamo; se saliamo su un treno senza biglietto e veniamo beccati in flagrante dal controllore, non possiamo metterci a piagnucolare per evitare la multa dicendo che tutte le altre volte lo avevamo regolarmente pagato. Al contrario, i nostri professori, i nostri datori di lavoro e lo stesso stato pretendono da noi un comportamento corretto sempre, non si ricordano di coprirci di complimenti tutte le volte che lavoriamo efficientemente, ma sono solerti nel sottolineare le nostre mancanze. Trovarsi sempre al centro dell’attenzione è sicuramente fonte di stress e i media sono pronti a cogliere al volo un qualsiasi cedimento per avere la notizia da prima pagina: non è certo piacevole, lo sappiamo tutti, ma deve necessariamente essere messo in conto, soprattutto se si vuole fare niente meno che il Ministro. Dai, Elsa, non essere così “choosy”!

elsa fornero in lacrime

/m

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commenti
  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Fannes ha detto:

    Da economista farlocco invece io non posso far altro che criticare un buon 90% di quello che fanno 😛
    Però nel 10% direi che rientra quel choosy, sono d’accordissimo sul fatto che ci siano molti lavativi in giro.

    • vintage/me ha detto:

      Anche io mi rendo conto che esistono dei giovani “schizzinosi”, viziati e poco flessibili in giro sopratutto in determinati ambiti e ambienti. Avere il desiderio di lavorare, prima o poi, in un ambito inerente ai propri studi è un diritto. Tuttavia, proprio in un momento storico come questo, senza essere banale, vedo che buona parte dei giovani sanno darsi da fare e dedicarsi a qualsiasi tipo di occupazione pur di non rimanere disoccupati. Queste sono le persone su cui bisognerebbe puntare e non si meritano di essere superficialmente etichettati come “choosy”, in un gran calderone insieme a tutti gli altri. E poi, da buon economista, per quanto “farlocco”, capisco perfettamente il tuo punto di vista! 😀

      • Fannes ha detto:

        Della gente che conosco però, in tanti non fanno che lamentarsi di non trovare lavoro. Però poi quando gli giri qualche offerta dicono:
        “no, ma qui chiedono di fare sabati e domenica, e poi quando mi vedo col ragazzo?”
        “no, ma qui danno solo 1000€, a questo punto mi tengo i 700 di disoccupazione e sto a casa”
        “uno stage? col cavolo vado a farmi sfruttare”.

        E così via…è ovvio, come in tutte le cose non va fatta di tutta l’erba un fascio, però io non mi ritengo uno scenziato eppure mi sono trovato addirittura a dover rinunciare a dei lavori per privilegiarne altri, e questo solo perché mi sono sempre dato da fare.
        Secondo me per un giovane sotto i 25 anni, perlomeno in toscana, non è possibile non riuscire a trovare lavoro, è solo questione di volontà. Va da sé che magari più a sud la situazione sia diversa, ma a quel punto basta avere un po’ di disponibilità al trasferimento, anche solo temporaneo. Ovviamente dispiace, però non siamo certo in una belle époque dove si può avere tutto e subito, e questo in molti non l’hanno capito e pensano solo a buttare via i soldi del babbo con il nuovo iphone.

      • vintage/me ha detto:

        che dire, mi trovi totalmente d’accordo. Sono sempre stato- e sono ancora- dell’idea che ci si trova in una determinata situazione perché in fondo la si vuole o perché per lo meno non ci si sta dando abbastanza da fare per cambiarla seriamente. Se davvero tanti giovani si comportano in questo modo, pure in un periodo come questo, non mi resta che trarne un’amara conclusione. Giovani come questi però, a mio parere, non si meritano neppure troppe attenzioni e troppe tutele da parte delle istituzioni: se si possono permettere di fare gli “schizzinosi” è perché non se la passano troppo male, al contrario di tanti altri.

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