Dimmi che social network usi e ti dirò chi sei. Noi, studenti universitari più o meno stagionati e neo-disoccupati o neo-precari, siamo cresciuti con msn prima e facebook poi e – con nobili eccezioni – siamo tendenzialmente rimasti affezionati al genere. Al contrario, pare proprio che twitter, grazie al contatto diretto con le celebrità del mondo dello spettacolo, sia ogni giorno di più appannaggio della nuova generazione di teenager. I brevi tweet con cui si comunica, tanto ottimizzati per la diffusione di notizie, sono solo in rari casi utilizzati per intensi aforismi o ermetici pensieri. Per la maggior parte degli utenti bimbiminkia infatti, 140 caratteri rischiano di essere un baratro quasi impossibile da colmare con un fraseggio di senso compiuto privo di aberrazioni linguistiche. Ma non sono qui a scrivere per ergermi a giudicatore morale della gioventù bruciata di oggi: non è certo tanto peggio di quella di ieri, semplicemente all’epoca i social network erano appena all’inizio della loro diffusione e i decerebrati manifestavano la loro demenza in modo differente.

Fatto sta che, per tutti coloro che non fossero twitter addicted, all’interno di ogni breve messaggio pubblicato si possono inserire delle parole chiave, precedute da un cancelletto, che rappresentano delle #tendenze, ovvero argomenti in voga di cui tutti parlano. O meglio, twittano. La tendenza del giorno è #quellocheimieigenitorinonsanno, argomento su cui i nostri giovani e adolescenti utenti hanno dato il meglio del peggio di se stessi. Stereotipati in gruppi tematici, eccovi quindi rivelati i piccoli grandi segreti degli adolescenti che i loro genitori, così lontani dai cinguettii dei social network, non possono né devono venire a sapere:

  • quellocheimieigenitorinonsanno “è che sono un pervertito/una pervertita e sotto questo aspetto da angioletto in realtà si nasconde una gran voglia di fare sesso in tutte le posizioni del kamasutra. Non sanno che faccio continuamente sogni erotici sul mio vicino di casa/la compagna di banco/la prof di matematica, che sono veramente un adolescente trasgressivo e che capisco le battute a doppio senso molto meglio di loro.” Ma tu pensa. Chi se lo sarebbe mai immaginato che durante l’adolescenza si è vittime di tempeste ormonali? Cari piccoli utenti, dormite pure sonni tranquilli, i vostri genitori sicuramente non sono mai stati quindicenni e molto probabilmente sono ancora vergini e non immagineranno mai i vostri desideri segreti a luci rosse incredibilmente osé;
  • quellocheimieigenitorinonsanno “è che a casa parlo come una principessa, mentre fuori casa e con gli amici divento la peggio scaricatrice di porto e se non inserisco almeno due parolacce e una bestemmia in ogni frase non mi sento soddisfatta.” Rivelazione! E io che pensavo che i sabati sera in discoteca si organizzassero contest di Galateo, competizioni agonistiche di dizionario etimologico e sfide all’ultimo neologismo. Bimbiminkia del cazzo, non vi avrei mai immaginati volgari;
  • quellocheimieigenitorinonsanno “è che vado male a scuola. Dall’inizio dell’anno ho preso tutti 3 e 4, marino le lezioni un giorno su due, quando ci vado provo la coreografia di Gangnam style in piedi sul banco a pantaloni calati mentre il prof di fisica interroga e falsifico sistematicamente le firme sul diario. Ma tanto non lo sapranno mai!” Ora, non dico che le scuole siano tutte come il liceo classico Silvio Pellico di Cuneo, dove al mattino si striscia il badge elettronico e se non entri alla prima ora tua madre riceve un sms direttamente dal preside per essere informata del fattaccio, ma non vi è venuto in mente che esistono i colloqui con i professori? E se tua madre ti vede perennemente connesso a twitter per elargire perle di saggezza al popolo del web, pensi che creda che passi le nottate sui libri per essere uno studente modello?
  • quellocheimieigenitorinonsanno “è che piango, tutti i giorni, nella mia solitudine e nella mia cameretta. Che ho provato a tagliarmi, che ho pensato seriamente al suicidio almeno mille volte, che la mia vita è difficile, pesante, insostenibile, che non mi piace il mio corpo, non mi piace quello che faccio, non mi piace la mia faccia e non piaccio agli altri ragazzi. A loro, però, non lo faccio mai vedere, sono triste dentro e felice fuori.” Qui mi sono seriamente commosso. Poveri ragazzi, se solo sapessero che dopo i vent’anni la vita è tutta una discesa, che si sorride sempre, che da adulti la vita è uno spasso, nessuna responsabilità, nessun dovere, solo diritti e godimenti. Perché da grande, se sorridi è perché sei davvero sempre inevitabilmente felice e perché la tua giornata è come quella della famiglia Mulino Bianco: il fingere buonumore per celare disagio e sofferenza è solo appannaggio della giovinezza. Che periodaccio, eh!
  • quellocheimieigenitorinonsanno “è che io vivo per i miei idoli. Non sono solo semplici apprezzamenti, non si tratta solo di essere fan dei miei cantanti o attori preferiti, io ho bisogno di andare ai loro concerti, di sentire le loro canzoni e vedere i loro video, di seguirli su twitter. Io sono innamorato di loro, lo dico sul serio. La notte non dormo per pensare a loro, non riesco ad immaginare la mia vita senza di loro, non so di cosa potrei parlare se loro non esistessero. Farei qualsiasi cosa per incontrarli e morire ai loro piedi. Si tratta di vita o di morte, dico sul serio! Ma in fondo al cuore, so che un giorno ci incontreremo, che finalmente vivremo insieme felici e contenti.” Tali “idoli” sono incarnati, nella fattispecie, dal grande Justin Bieber, dagli intramontabili One Direction, i cui fan si autodefiniscono orgogliosamente “directioner”, da Demi Lovato e Selena Gomez e altri analoghi sberluccicanti pupazzetti del genere.

Non me la sento davvero di commentare quest’ultimo punto se non lanciando un appello: genitori, che non siete più quelli di una volta- o tempora, o mores!- ma come fate a non capire? Come potete essere ciechi di fronte all’evidenza che il vostro amato figlioletto è un “belieber”, che non fa altro che sognare avventure a luci rosse con la tenera justina, chiuso nella sua cameretta a piangere fino a notte fonda? Come potete essere così estranei ai desideri orgiastici della vostra figliola dal casto viso da educanda, in realtà volgarissima e sboccatissima directioner nell’animo, con alle spalle svariati tentativi di suicidio perché i suoi cinque idoli non vogliono fidanzarsi tutti quanti con lei, che li segue così assiduamente tanto da farne una ragione di vita?Ecco, lasciatemelo dire in molto meno di 140 caratteri: siete dei #mostri!

/m

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commenti
  1. Anonimo ha detto:

    grande…mi piace un sacco quest’articolo!!!…concordo pienamente!!! 🙂

  2. Marcella Bergerone ha detto:

    grande!!!…concordo pienamente!!! 🙂

    • vintage/me ha detto:

      ahahah, tranquilla non ti preoccupare! comunque chi meglio di te, regina indiscussa di ogni social network esistente, può dire la sua? =)

  3. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
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  4. Fannes ha detto:

    Dopo qualche pressione, ho ceduto e mi sono iscritto a twitter anch’io. 2 ore circa, poi non ho più aperto quel sito…tra facebook e i vari blog, e saltuariamente anche gplus (perché funziona in ufficio), non ho davvero tempo per buttarmi su qualche altro social network…

    Comunque un giorno probabilmente troverò anch’io qualche disgraziata con cui condividere una famiglia, ma l’idea di poter avere un figlio così spesso mi spaventa. Perché poi si sa, i bambini tendono a fare l’opposto di quello che fanno i genitori: potrei anche sentirmi dire un giorno “i Queen fanno schifo, quella è roba che ascoltano i miei”, e allora dovremmo passare alle mani.

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