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Good Bye, Lenin!

Pubblicato: 22 dicembre 2014 da edgeofgloria in mare, varie, viaggi
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Ciao, ciao, ciao, ciao

ciao, CIAO, ciao, ciao, ciao, ciao

Ripetizione ossessiva di scene già viste

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Comfort in serie (preassemblati imballati spediti)

; rapporti high tech e felicità di vetro

[ma verde :)]

« – Che strano, non è cambiato niente. – Perché, doveva cambiare qualcosa? »

« – Che strano, non è cambiato niente. – Perché, doveva cambiare qualcosa? » (Good Bye, Lenin!)

Questa ve la svendo proprio, mentre preparo la valigia e ci infilo dentro mille pensieri. Roba vecchia di 4 anni fa, solo per dire CIAO a questa città che mi ha fatto uscire dai soliti schemi. Au revoir Gênes, e buon Natale!

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Strano. C’è qualcosa di davvero strano in un essere umano. Deve essere l’incredibile capacità che ha di far ballare il proprio cuore anche quando si sta annoiando davanti a una finestra, anche quando ballare era l’ultima cosa che pensava di poter fare in quel momento. Da quel che so l’uomo è l’unico animale in grado di passare dalla quiete alla tachicardia alla commozione nel giro di appena qualche minuto. Certo, se pensiamo a un’antilope che, mentre bruca tranquillamente l’erba, all’improvviso vede le zanne di una leonessa avvicinarsi vertiginosamente al proprio fondoschiena e per il panico va a schiantarsi contro un baobab, qualcuno potrebbe accusarmi di essere stata precipitosa nell’etichettare con il marchio della singolarità l’Homo sapiens sapiens. Il tipo di commozione a cui mi riferivo, però, non era precisamente quella cerebrale, bensì piuttosto un certo moto dell’animo, che spesso stenta addirittura a dare segno di sé nel mondo tangibile dei cinque sensi, ma prende indubbiamente le mosse dal centro del petto, da quell’organo mistico e allo stesso tempo così materiale: il cuore.

dolce anatomia

Mi ha sempre affascinato in modo particolare, il cuore, tanto che all’inizio, quando muovevo i primi passi a medicina, avevo addirittura pensato di fare il cardiochirurgo. Poveri noi! L’esaltazione provata durante la lezione sulla circolazione extracorporea era quasi riuscita a darmi il colpo di grazia (o di fulmine, che dir si voglia), ma poi, per la fortuna dei miei futuri pazienti, una certa difficoltà nel pelare le mele ha infine vinto questa insana passione. Eppure davvero – ci avete mai pensato? – il cuore umano è un organo incredibilmente suggestivo. Si muove così, ritmicamente e con regolarità, accelerando appena per metà respiro, e normalmente neppure ti accorgi che c’è. Però senza di lui, cosa saresti? Un corpo inerte, senza vita, e non soltanto perché saresti veramente morto. Senza le aritmie e le commozioni cardiache, che possono portare un animo umano alle vette e agli abissi dell’emozione, che senso avrebbe l’intera esistenza? E, nonostante questo, malgrado la poesia che sul cuore aleggia da sempre, lui rimane così, un organo fatto di carne, neppure troppo bello, ma incredibilmente umano. Per ricordarci che, dopotutto, anche l’emozione, persino l’amore, che del cuore sono la vita e l’essenza, possono nascondere le loro insidie. Ma senza di loro saremmo morti.

(Liberamente tratto dalle riflessioni di una grande artista: Sylvia K)

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